Nuovi sguardi con Céline Sciamma alla 47° edizione del festival di cinema e donne
Céline Sciamma, una delle voci transfemministe più delicate e sovversive del panorama cinematografico contemporaneo, torna come ospite speciale al festival di Cinema e Donne
Abbiamo già conosciuto e ospitato Céline Sciamma nella 45° edizione del festival. Regista, produttrice, sceneggiatrice dalla narrazione radicale nel sovvertire le dinamiche dell’eteronormatività sarà protagonista di due appuntamenti speciali nella quale puntiamo lo sguardo con la sua visione dell’arte cinematografica sulla costruzione di una prospettiva e di un immaginario transfemminista ed egualitario
«Diciamolo subito: adottare una prospettiva transfemminista sulla storia del cinema fa male. Perché significa amare film che non ci amano affatto» Céline Sciamma
Sabato 24 ottobre Per una storia transfemminista del cinema di e con Céline Sciamma sarà il primo appuntamento con la regista. Una conferenza con cui Céline Sciamma ci invita a esplorare un’indagine intima e alternativa su cinema ed esistenza: una ricerca viva e collettiva, alimentata dagli archivi ad accesso libero, dal lavoro dellə attivistə su Wikipedia e dall’impegno dellə ricercatorə.
Lo sguardo, l’atto del guardare e guardarsi nelle immagini diventa strumento politico e riflessivo e Céline Sciamma non è da meno nel suo cinema riportando una riscrittura del suo sguardo con la serata di domenica 25 ottobre.
Céline Sciamma in conversazione con Adele Tulli, regista e ricercatrice, ci presenta il suo ultimo lavoro, Tutti frutti, realizzato per la collezione Où en êtes-vous ? del Centre Pompidou di Parigi. Invitata a interpretare quella stessa domanda aperta e provocatoria “dove sei adesso?”, la regista a partire dal 2022 ci porta un diario d’archivio e un saggio attraverso frammenti di vita quotidiana, lotte femministe e riflessioni sul senso di fare cinema. Con sensibilità poetica, Céline Sciamma riflette sull’utilità dello sguardo e sulla potenza libertaria delle immagini.
Nella stessa serata, a seguire, Celine presenterà anche la sua opera Tomboy (2011). Un classico moderno sulla fluidità dell’infanzia e sulle prime scoperte del desiderio, riproposto in una nuova versione director’s cut presentato alla Berlinale 2026.
Un film audace e folgorante, capace di risuonare in chiunque si sia mai sentitə diversə, coraggiosə, spaventatə e vivə — soprattutto in quel preciso istante in cui la persona che guardiamo ci vede davvero per ciò che siamo.

